Capitale:
Nouakchott
Moneta:
Ouguya
Periodo migliore:
Il periodo più piacevole per un viaggio in Mauritania è la stagione secca, ovvero da novembre a febbraio: le temperature sono miti, gli spostamenti sono più facili (soprattutto nelle zone remote) grazie alle scarse precipitazioni e ci sono meno zanzare in giro.
In una parola:
Salamu’lekum (buongiorno)
Vaccini:
Nessuno
Avvertenze:
– Evitate i mesi estivi: il sole è forte e può dar fastidio.
– Proteggete i bambini dal sole con indumenti adeguati e badando che siano sempre ben idratati.
A tavola:
La cucina mauritana rispecchia l’anima nomade del paese, fondendo tradizioni arabe, berbere e africane. Il piatto nazionale è il Thieboudienne, riso con pesce e verdure ricco di sapori intensi. Molto diffuso è anche il Couscous, servito con carne di montone, dromedario o pollo e verdure stufate
Esperienze da vivere:
Perdersi nelle viuzze senza tempo di Chinguetti o Ouadane; gironzolare per il mercato delle divorziate di Nouakchott; Addormentarsi nel cuore del deserto del Sahara e godere di uno dei cieli stelalti più belli di sempre.
Un paese considerato spesso solo come un mero luogo di transito lungo il percorso per Dakar o per il sud dell’Africa ed è un peccato perché la Mauritania custodisce dei grandi tesori. Offre eccezionali dune sabbiose, altopiani sbalorditivi, oltre che antiche città carovaniere, patrimonio mondiale dell’Unesco e poi natura incontaminata con il Parc National du Banc d’Arguin fino alla costa atlantica.
Il nostro itinerario suggerito (9 giorni) | |
due giorni: | Nouakchott; Azoueiga (esperienza nel deserto tra le dune) |
due giorni: | Chinguetti (visita alla cittadina e ad una delle varie biblioteche private); relax nell’oasi di Terjit; Ouadane (visita alla città fortificata); Richat (il cuore dell’Africa) |
due giorni: | Atar (visita al mercato cittadino); Azougui (visita al sito archeologico e alla tomba mausoleo dell’Imam Al-Hadrami) |
tre giorni: | Visita al monolito di Ben Amira e di Aisha; esperienza nel Sahara; Parco Nazionale du Banc d’Arguin (bagno nell’oceano e visita al villaggio dei pescatori); Nouakchott (visita al mercato dei dromedari, Mercato del pesce, Mercato delle divorziate) |
Atterriamo nella capitale Nouakchott con uno scomodo volo della Tunisair e subito veniamo colpiti dalla rapidità delle formalità burocratiche, non scontato in questa parte d’Africa.
Il visto si ottiene online molto facilmente (costo 55 euro a persona), non sono richiesti vaccini obbligatori.
La nostra guida Hama, del team Mauritania Desert Voyages, ci accoglie all’arrivo e ci conduce al nostro Sunset Hotel, un hotel molto carino nel centro della città che visiteremo con calma al termine tour.
Partiamo alla scoperta di questo nuovo Paese diretti ad Azoueiga, dove passeremo la notte. Famosa per ospitare alcune delle dune più alte ed affascinanti del Paese incastonate nel suggestivo deserto dell’Erg Amatlich, le imponenti dune seguono il corso di un oued, un letto di un antico fiume.
Prima capitale dell’impero degli Almoravidi, (dinastia guerriera Berbera che arrivò a conquistare territori dal Senegal fino alla Spagna nell’undicesimo secolo), oggi è patrimonio dell’UNESCO.
Montiamo il campo, le tende, la cucina e saliamo su una delle tante dune dorate da cui ammiriamo uno spettacolo naturale unico. Qui capisci la grandezza, l’enormità del Sahara. Fa tanto caldo, così tanto che dopo una deliziosa cena preparata dal bravissimo Mohammed, decidiamo di dormire all’addiaccio sotto un cielo stellato che sembra caderti addosso… Una notte unica!





Dopo un’alba da cartolina, con il sole che spunta timidamente tra le dune, ripartiamo verso Terjit. Lo sterrato desertico mette a dura prova l’abilità dei nostri drivers ed il nostro stomaco ma Terjit ci ripaga di tutti gli sforzi!
Terjit è una striscia di palmeti bordata da grandi pareti rocciose rossastre. A una delle estremità sgorgano due sorgenti: una calda e una fredda.
Questo è un luogo di incoronazioni e matrimoni, qui si sono celebrati i matrimoni più importanti delle tribù locali e si son tenute le incoronazione dei principi della regione oltre ad essere un condizionatore d’aria naturale e paradiso dei datteri, tra i più buoni e dolci!
Partiamo giusto in tempo perché dopo un po’ un acquazzone ci ha tenuti compagnia per tutto il pomeriggio. Mai vista la pioggia nel deserto ma soprattutto i suoi effetti: gli improvvisi torrenti pericolosi ma nel tardo pomeriggio arriviamo a Chinguetti!
Antico centro carovaniere tra il Maghreb e l’Africa subsahariana, è considerata come una delle città più elevate culturalmente, intorno al XVIII secolo era un faro di scienze e filosofia grazie alle sue biblioteche dove gli eruditi si riunivano per studiare.
Qui sono custoditi antichi manoscritti: non in edifici pubblici ma in collezioni private gestite da famiglie locali e tramandate di generazione di generazione.
Per secoli è stato un punto di raduno cruciale per i pellegrini dell’Africa verso La Mecca.
Dal 1996 è protetta dall’UNESCO e combatte una lotta quotidiana contro la desertificazione delle dune dell’Erg Warane che rischia di inghiottire i suoi antichi vicoletti. E’ piacevolissimo passeggiare tra le sue viuzze di terra rossa mentre vecchietti giocano a dhama, ragazzini curiosi scherzano e giocano e il muezzim invita all’ultima preghiera della giornata.
Chinguetti è composta da tre città in una, infatti quella che vediamo oggi è come se fosse la terza versione; la prima città fondata nel 777 e oggi è interamente sepolta sotto la sabbia. Nel 1200 nacque l’attuale Old City e solo a inizio 1900 i colonizzatori francesi costruirono una città nuova su un altopiano per difendersi dalla desertificazione.








Dopo quattro ore di strada off road nel deserto, giungiamo ad Ouadane, un affascinante città fortificata (ksar) sulla cresta meridionale dell’altopiano dell’Adrar.
Per secoli è stata uno dei più importanti crocevia del commercio trans-sahariano lungo la rotta dal Marocco a Timbuctu, in Mali per il transito di oro e datteri.
L’Antico quartiere medievale è stato interamente edificato in pietra arenaria rossa e oggi è un reticolo di vicoli stretti, case a corte e fortificazioni in rovina molto suggestivi.
In passato è stato un grandissimo centro di cultura e studi islamici, ospitava decine di biblioteche familiari, come a Chinguetti, e ha il cuore storico nella celebre “rue des 40 savants” (via dei 40 scienziati), la strada delle 40 famiglie più rinomate della città.
Consiglio? Perdetevi tra le labirintiche rovine al tramonto per apprezzare la storia del luogo ed immaginare orde di carovane di dromedari arrivare da lontano con mille storie e avventure da raccontare.
Non lontano, circa 30 chilometri, sorge la struttura di Richat (Guelb er Richat), una gigantesca conformazione geologica circolare di 40 km di diametro visibile persino dallo spazio, tanto che gli astronauti la usano come punto di riferimento.
Di buon mattino lasciamo il nostro hotel e, percorrendo un sentiero semidesertico, passando per il Passo di Ebnou, diretti ad Atar.
Questo passo è molto suggestivo e prende il nome da M.Ould Ebnou, un importante notabile e magnate di Chinguetti che investì la propria fortuna personale per la riabilitazione di questo passo, via di comunicazione rapida per Chinguetti, salvandola dall’isolamento.
Dopo circa tre ore arriviamo ad Atar, famosa per il suo mercato, principale centro di scambio per i nomadi e gli abitanti delle oasi sahariane.
Atar si trova in un’oasi ricca di palmeti di conseguenza i datteri sono i protagonisti assoluti di questo mercato.
Provate quelli neri: dolcissimi!
Ne approfittiamo pure per un salto nel carinissimo ufficio postale per la consueta cartolina e veniamo invitati dal direttore nel suo ufficio per finalizzare questo importante acquisto.
Il primo pomeriggio arriviamo ad Azougui: nostra tappa odierna.
Questo piccolo villaggio patrimonio UNESCO è uno dei siti archeologici più importanti della Mauritania. Nell’undicesimo secolo divenne la prima capitale della dinastia degli Almoravidi, il cui regno si estendeva dall’impero del Ghana fino all’Andalusia.
Oggi è ancora possibile scorgere parti delle antiche mura della fortezza medievale, le fondamenta della Cittadella e diversi reperti…
Non lontano si trova la tomba mausoleo dell’Imam Al-Hadrami, un teologo veneratissimo e punto di riferimento religioso per gli Almoravidi.
La sua figura è avvolta da numerose leggende popolari e la sua tomba meta di pellegrinaggio locale.
Dopo un pittoresco tramonto ammirato da una delle donne più alte di Azougui, ritorniamo nel nostro carinissimo Hotel: Etoile du Nord, per una cena sotto le stelle!
Ripartiamo di buon mattino e costeggiamo gli infiniti binari sperando di incrociare il celebre Iron Ore Train (il treno del ferro), uno dei più lunghi e pesanti al mondo.
Lungo circa tre chilometri, composto da 200 vagoni merci scoperti e trainati da quattro locomotive, collega, in 700 chilometri, le miniere dell’entroterra con il porto oceanico di Nouadhibou sull’Atlantico e al confine con il Western Sahara.
L’esperienza di viaggio per antonomasia è quella di salire a bordo, in uno dei tanti vagoni scoperti, di nascosto, e avventurarsi dalle 12 alle 20 ore con temperature che possono oscillare dai +40°C ai -5°C notturni, oltre a vento e polvere pericolosa di ferro.
E’ vietato per i turisti ma molti viaggiatori continuano a tentare l’impresa di nascosto.
In tarda mattinata arriviamo a Ben Amira, il monolito più grande di tutta l’Africa e secondo solo ad Ayers Rock.
Alto 633 m, i geologi sostengono che se si calcolasse anche la parte di roccia nascosta, come in un iceberg, sarebbe anche più grande di Uluru.
La leggenda dice che un tempo Ben Amira e Aisha, l’altro monolito posto a 5 km, un tempo erano un unico blocco di pietra. In seguito ad una rottura, l’uomo (Ben Amira) si staccò dalla moglie (Aisha) portando con sé due blocchi di pietra più piccoli (i figli) che oggi sorgono ai piedi del monolito principale.
Mohammed, Hama, Said e Lamin preparano velocemente il campo per il pranzo e organizzano subito un barbecue con carne di capra.
Siamo in una grotta di Aisha, il background è suggestivo.
Tra l’altro nel 1999, per celebrare il nuovo millennio, alcuni artisti internazionali hanno scolpito alcuni massi di granito creando una meravigliosa galleria d’arte a cielo aperto.
Ripartiamo cercando di avvicinarci il più possibile alla costa per ottimizzare i tempi della lunga giornata di domani.
Prima del tramonto ci fermiamo, montiamo il campo alle pendici di un grosso blocco di granito tra le dune di sabbia e ci accampiamo.
Ammiriamo uno dei cieli stellati più belli di sempre anche se, durante la notte, comincia a soffiare un vento freddo che, oltre a riempirci di sabbia, ci fa crollare per ben due volte la tenta, ma anche questo è viaggiare!
Oggi la giornata è abbastanza dura! La nostra prima tappa è il Parco Nazionale du Banc d’Arguin, patrimonio UNESCO, un’area di 12.000 km² dove le dune si tuffano direttamente nelle acque dell’oceano!
Ne approfittiamo per cambiarci e tuffarci anche noi in acqua per rinfrescarci.
In quei momenti non puoi non pensare a quanto sia incredibile questa terra… qualche ora prima combattevamo con la sabbia del deserto in una delle zone più aride e poco dopo eccoci nuotare in una delle acque più pescose al mondo. Infatti grazie all’incontro tra correnti fredde e calde e a dei nutrienti portati dai venti, i fondali sono ricchi di pesce.
E’ anche considerato uno dei paradisi ornitologici perché ospita più di 2 milioni di uccelli migratori che dal nord del mondo giungono qui: fenicotteri, cormorani, pellicani ecc.
Visitiamo un villaggio di pescatori Imraguen, questi conservano metodi di pesca tradizionali unici: a bordo di barche a vela (lanche), senza motore perché l’uso di motore è vietato per tutelare l’ecosistema, si avvalgono dell’aiuto dei delfini per spingere i banchi di muggini verso le reti a riva.
Nel pomeriggio ripartiamo verso la capitale attraversando paesaggi meravigliosi, correndo con le nostre 4×4 su queste enormi spiagge ampie e abitate solo da granchi.
Una sensazione di grande libertà e un’esperienza mai vissuta prima. Km e km di spiaggia totalmente vuota!
Godiamo su una duna di uno dei tramonti più romantici e in tarda serata raggiungiamo Nouakchott!
Visita di Nouakchott
Mercato di dromedari.
Il secondo più grande d’Africa, qui vengono scambiati più di 250 dromedari al giorno. Possono essere destinati al trasporto, alla macellazione o alla produzione di latte ed ogni trattativa avviene in maniera discreta con accordi verbali che hanno lo stesso valore di un contratto scritto.
Ogni dromedario ha un marchio impresso a fuoco per identificare la tribù di provenienza e possono costare dai 350 ai 2000 euro l’uno.
Belli i commercianti avvolti nei tradizionali abiti boubou blu mentre contrattano, bevono te in relax, addirittura si dice che i pensionati mauritani passino gran parte della giornata qui.
Nouakchott è una città vibrante, viva e alterna aree particolarmente benestanti a zone misere. I suoi mercati sono caotici e si vende un po’ di tutto.
Stupendo il “Marche’ aux Poissons” (mercato del pesce), uno dei luoghi più iconici.
Se pensate che la Mauritania possiede alcune delle acque più pescose al mondo immaginerete subito quanto ricchi possono essere i suoi banchi di pesce spada, tonni, triglie ecc.
C’è persino un’area dedicata al pesce essiccato e salato.
La spiaggia si riempie di acquirenti quando le barche si avvicinano tornando dalla battuta di pesca, i venditori urlano, le donne in ambiti tradizionali (melhafa), aiutano a trasportare le ceste di pesca appena comprato, di lato, vecchi pescatori rammentano grosse reti con maestria. E’ tutto molto suggestivo.
Mercato delle divorziate
Souq Al-Rahma, nato negli anni 80 per far fronte alle crescenti difficoltà economiche derivanti dagli alti tassi di separazione, oggi è un grande esempio di emancipazione economica e solidarietà femminile.
Qui, in caso di divorzio, tutti i beni della casa coniugale vanno alla moglie anche perché il marito non ha obblighi di mantenimento economico.
La donna mette in vendita l’intero arredamento per ottenere liquidità economica e poter finanziare l’educazione dei figli.
Nasce così una vera attività commerciale in proprio per la donna.
Il divorzio però non è visto con vergogna o sdegno, addirittura si organizzano feste con balli e banchetti anche perché la donna divorziata è vista come una più matura, più esperta e anche più attraente attirando spesso persino nuove proposte di matrimonio.
Chiacchierando con Deida, una venditrice al mercato, ci ha confessato che questa è stata la cosa migliore che potesse accaderle perché ora è una commerciante e può badare alla propria vita e a quella dei figli senza dipendere da altri.
La Mauritania non è un viaggio che si dimentica facilmente.
Ti accoglie con il silenzio delle dune del Sahara, ti stordisce con i colori del mercato di Nouakchott e ti riempie il cuore con il rito lento del tè servito sempre con tanta schiuma come segno di rispetto e benvenuto.
Grazie Mauritania
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