Viaggi senza schemi

Muoversi con la casa che ti segue

Un modo di viaggiare non per tutti ma che ti permette ancora di vivere le avventure "on the road" in maniera "old school ossia senza troppa pianificazione e vincoli

Fin da quando ero bambina ero affascinata dai piccoli spazi ben organizzati con tutto l’occorrente a portata di mano. Quando i miei genitori un giorno arrivarono a casa e dissero a me e ai miei fratelli che avevano comprato un camper non stavo più nella pelle, non vedevo l’ora di salirci sopra.

Il primo viaggio è stato in Italia, un girovagare tra le regioni e i bei colori del nostro stivale. Dall’anno successivo, abbiamo alzato un pochino l’asticella ed iniziato a girare l‘Europa.

Mi ricordo che adoravo andare a leggere nel letto grande che si trovava in alto, sopra il sedile di guida, la sera, quando fuori era buio, la mia torcia illuminava le pagine di libri d’avventura ed è una sensazione che non dimenticherò, forse perché un’avventura la stavo vivendo io in quel momento.

I risvegli sempre allegri. I miei dormivano di sotto e ricordo il rumore della caffettiera, il profumo di brioches che mio papà andava a comprare in qualche pasticceria lì vicino dove avevamo parcheggiato la sera prima. I miei fratelli che già guardavano sulla mappa la prossima meta.

La colazione fatta nei tavolini che si smontavano diventando letti.

Tutto ha un posto ben preciso, tutto ha una logica. Il bagno, benché piccino era uno dei miei posti preferiti. Mi sembrava tutto un gioco. Era bello stare tutti insieme, ridere, scherzare e programmare il giorno successivo.

Ogni tre giorni ci fermavamo in campeggio per ricaricare l’acqua, scaricare il WC e farci una doccia più comoda di quella che il nostro mini bagnetto poteva offrirci.

Il “vivere” il campeggio è un’esperienza che consiglio di far fare ai propri figli.

Ricordo la bellezza delle serate all’aperto, le chiacchiere, le stelle, il profumo di griglia. Ogni volta che ci fermavamo mettevamo il tavolo fuori e se c’erano alberi sistemavamo l’amaca.

Restare a leggere un libro dondolandosi nel silenzio degli spazi aperti, tutte queste cose sono state per me grandi boccate di ossigeno che mi porto ancora nella mente e nel cuore.

Ogni arrivo in una città era un’emozione. Si cercava un bel parcheggio comodo poi via ad esplorare i dintorni alla ricerca di nuove cose da vedere. In questo modo abbiamo girato quasi tutta l‘Europa.

Non ho ancora fatto un viaggio in camper con mia figlia ma è una di quelle cose che voglio fare presto. Vorrei che vivesse quei momenti di libertà che ho vissuto io.

Oggi, addirittura, per capire se è una cosa che vi può piacere potete anche affittarlo da privati per poi valutare un eventuale acquisto, ad esempio tramite Goboony.
Tenete presente che ci sono tante Nazioni del mondo che sono perfette per un viaggio in camper: Islanda, Canada, Nuova Zelanda, Inghilterra, Stati Uniti del sud giusto per citarne qualcuna! Vuoi mettere la libertà di non dover cercare o prenotare un albergo per la notte; di fermarti dove e quando capita e starci tutto il tempo che si vuole!

Noi eravamo una famiglia di 5 persone e il camper è stato l’investimento più azzeccato che potessimo fare ma mi rendo conto che è anche un rischio perché, comunque, presuppone un elevato spirito di adattamento e di avventura ma, credetemi: ne vale assolutamente la pena.

Queste foto non sono di nostra proprietà.

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