Valle d'Aosta

Incanto naturale

Panorami con le vette più alte d’Europa, freddi ghiacciai, incantevoli laghi alpini, boschi rigogliosi, pascoli e villaggi tradizionali; sapori unici dove regna la fontina, il Lard d’Arnad o il Jambon de Bosses; una cultura millenaria che parte dalla preistoria passando dai Romani fino ai giorni nostri; castelli incantati, miti, leggende e una forte tradizione che ti incanterà, stupirà e ti farà innamorare di questa regione!

Abbiamo deciso di scoprirla lentamente organizzando le nostre 2 settimane in modo da vivere parti diverse di questa piccola ma grande Regione italiana.

Arriviamo ad Aosta, la mano accarezza l’aria fresca dal finestrino della nostra auto.

Utilizzeremo Aosta come base di partenza per i primissimi giorni e per scoprire i vari castelli dell’area circostante, ma attenzione, la stessa città ha tanto da offrire grazie alla sua antica storia! Qui potete scordarvi della macchina (attenzione solo a scegliere il parcheggio giusto per evitare di pagare molto al giorno anche se: dalle 18 alle 08 sono tutti gratuiti).

Decidiamo di alloggiare presso: StudiO’ Chanoux, un delizioso appartamento al primo piano di una storica palazzina situata all’interno di una corte adiacente all’omonima piazza. Tutto qui è curato nei minimi dettagli.  
Questa sistemazione si trova nel cuore di Aosta e ha tutto quello che ci serve, una bella cucina, un frigo capiente, letti comodi e un super caffè Artari che non conoscevamo.

Cosa fare ad Aosta?

La cosa che adoriamo di Aosta è che tutto è a portata di mano.
Per prima cosa andiamo all’Ufficio del Turismo che si trova nei pressi della Porta Praetoria (anticamente era l’ingresso principale della città. Ha due arcate parallele, che distano tra loro 12 metri, ciascuna con tre passaggi: uno centrale per i carri e due laterali per i pedoni). Ritiriamo il biglietto cumulativo “Aosta Archeologica”:  un unico biglietto che consente l’accesso ai principali siti archeologici di Aosta: il Teatro Romano, il Criptoportico Forense, la Basilica Paleocristiana di San Lorenzo, il Museo Archeologico Regionale e l’Area Megalitica di Saint-Martin de Corleans. Il biglietto ha validità un anno!

Dopo una deliziosa passeggiata nel centro storico, gironzolando tra le bancarelle del mercato cittadino (che si svolge il martedì e il sabato), dopo aver mangiato in un ristorantino tipico un ottimo risotto alla fontina e miele e ammirato l’antico Arco di Augusto (monumento simbolo di Aosta. Eretto nel 25 a.C., data di fondazione di Augusta Praetoria, in onore della vittoria dell’imperatore Augusto sui Salassi) direi che è ora di utilizzare il nostro biglietto e conoscere più a fondo il capoluogo della Valle d’Aosta!

MAR – Museo Archeologico Regionale

L’allestimento del MAR – Museo Archeologico Regionale si articola in un percorso tematico e cronologico.

Molto interessanti i reperti rinvenuti in Valle d’Aosta che vanno dal Mesolitico fino all’epoca dei Salassi proseguendo fino alla fase Romana di Augusta Praetoria e a quella cristiano-medievale.

Nei sotterranei del Museo Archeologico Regionale sono conservati i resti dello spigolo sud-ovest della torre orientale della Porta Principalis Sinistra, una delle quattro porte urbiche di Augusta Prætoria, con i piani d’uso romani e l’unico tratto di terrapieno ancora addossato ad un tratto delle mura romane.

Criptoportico Forense

Una monumentale costruzione datata tra fine primo secolo avanti Cristo e inizio primo secolo che delimitava l’area sacra del è una grande struttura seminterrata costituita da 2 gallerie parallele sostenute da robusti pilastri e illuminata da una serie di finestre poste sui lati interni. (E’ uno dei monumenti sotterranei romani meglio conservati e molto interessante è anche il video che ricostruisce le fasi della sua costruzione).

Esattamente accanto al Criptoportico trovate il Duomo di Aosta: la Cattedrale di Santa Maria Assunta.
C’è da rimanerne incantati nel guardarne la facciata.
La Cattedrale, chiesa madre della diocesi di Aosta, è sicuramente l’edificio cristiano più importante della regione e anche il più antico. Le indagini archeologiche hanno permesso di stabilire che la chiesa risale alle fasi iniziali della diffusione del Cristianesimo in Valle d’Aosta. Nella seconda metà del IV secolo era già costituito da un edificio a navata unica di circa quaranta metri di lunghezza, con annessi differenti vani di servizio e due battisteri, era stato ricavato all’interno di un più antico complesso a ridosso del criptoportico romano.

Area megalitica di Saint-Martin de Corléans

L’area, riportata alla luce nel 1969, si estende per circa un ettaro e rivela uno dei più interessanti siti archeologici in Europa. Configurata dapprima come un santuario all’aperto destinato al culto dei viventi, l’area assume solo negli ultimi secoli del III millennio funzioni funerarie, divenendo una necropoli privilegiata, con tombe monumentali di varia tipologia megalitica.

Il percorso espositivo dell’area megalitica di Aosta inizia con una discesa temporale dall’odierno alla preistoria: lungo un tragitto costellato da immagini riferite alla storia umana, le passerelle dall’ingresso del museo conducono il visitatore al livello del sito archeologico vero e proprio (a circa 6 metri sotto il livello stradale).

Qui si apre allo sguardo un ambiente grandioso: l’effetto cercato è quello di una comprensione visiva emozionale dell’insieme modulato dall’illuminazione che muta gradatamente con riferimento alle diverse ore del giorno.

Chiesa Paleocristiana di San Lorenzo

Si trova sulla piazzetta di Santorso.
L’edificio è a pianta cruciforme e viene datato alla prima metà del V secolo. Il suo utilizzo era prevalentemente funerario.

Teatro Romano

Posizionato nel cuore della città, lungo la passeggiata principale, è di sicuro uno dei monumenti più fotografati e pittoreschi di Aosta.
Del teatro, che doveva contenere tre o quattromila spettatori, è ben visibile l’imponente facciata meridionale, alta 22 metri.. La sua maestosità viene alleggerita da tre ordini sovrapposti di finestre di varie forme e dimensioni. La costruzione non fu contemporanea alla fondazione della città (25 a.C ) ma posteriore di qualche decennio.

Dopo aver esplorato tutto il centro storico aostano, anche grazie all’utilizzo del biglietto “Aosta Archeologica”, siamo pronti a visitare alcuni dei mille castelli della zona e, a mezz’oretta di auto, eccoci ad Issogne al cospetto del suo meraviglioso castello medievale, uno tra i più importanti del Medioevo europeo.

Issogne

Entrare nel castello dà l’impressione di vivere in una fiaba: all’ingresso, su un ampio cortile e un giardino all’italiana, sorge la famosa fontana del Melograno in ferro battuto. Gli ambienti interni, meravigliosamente affrescati, sono allestiti con numerosi mobili originali. Noi ci siamo innamorati ad ammirare i magnifici affreschi che ritraevano scene di vita quotidiana del Medioevo conservate in uno stato quasi impeccabile.

É possibile raggiungere il castello lasciando l’auto o il pullman nel parcheggio gratuito situato a 150 metri di distanza dall’antica dimora.

Fénis

Visitando il castello è inevitabile immedesimarsi nella quotidianità di una dama o di un cavaliere del Medioevo: superata la doppia cinta muraria con torrette munite di feritoie, si entra in una residenza raffinata, emblema del potere dei suoi proprietari, disseminata di pregevoli affreschi quattrocenteschi, grandi camini tra cui uno di 18 m, scaloni monumentali e singolari simboli.
Sede di rappresentanza della più importante famiglia della Valle d’Aosta, i Challant, il castello di Fénis coniuga le peculiarità della fortificazione ai tratti distintivi della residenza signorile.
É possibile raggiungere il castello percorrendo una strada in leggera salita che parte dal parcheggio delle auto e dei pullman nei pressi dell’area pic-nic.

Pont d’Ael

Questa mattina la dedicheremo ad un vero capolavoro di ingegneria, un monumentale esempio di architettura di epoca romana: il ponte acquedotto di Pont d’Ael, una grandiosa opera muraria costruita nell’anno 3 a. C.

È ancora perfettamente conservato e visitabile: alto 56 m dal livello del corso d’acqua e lungo più di 50; ha un duplice passaggio, quello superiore: a cielo aperto pavimentato con grosse lastre di pietra squadrate che consentiva lo scorrimento dell’acqua, quello inferiore: coperto e illuminato da finestrelle, permetteva il transito pedonale.

È una tappa che consigliamo vivamente!

Parc Animalier d’Introd

Oggi si parte: direzione Introd alla scoperta del Parc Animalier.
Le famiglie sono i fruitori ideali del Parco che si propone di rispettare, preservare animali tipici dell’arco alpino come lo stambecco, il camoscio, la marmotta e varie specie di rapaci oltre che una flora multicolore.
Nora è eccitatissima e ci godiamo uno spettacolo bellissimo e ravvicinato con gli stambecchi. Siamo andati poco prima dell’ora di pranzo, quale miglior occasione se non quella di fare un picnic nell’area attrezzata con tavolini e giochi per i bambini?
Il parco è aperto da aprile a dicembre tutti i giorni dalle ore 9:30 alle ore 18.00
In quest’oasi gli animali sono protetti e sicuri, non scappano, semplicemente abitano, con il loro ecosistema in armonia ed equilibrio.

Melignon

Lasciamo definitivamente Aosta, questa sera andremo a dormire in una caratteristica casetta di montagna tutta nostra a Melignon, un piccolissimo paesino nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Ci accoglie Marco presso lo StudiO’ Melignon: la stufa accesa, le pareti in legno e lo squisito gusto dell’arredamento ci fa sentire come nelle baite che si sognano nell’immaginario collettivo.
La pace regna sovrana, non un rumore, un suono, una luce… basti pensare che il giorno dopo ci siamo svegliati tutto verso le 10 del mattino.
Ne approfittiamo per fare un giretto in questo delizioso paesino.
I fiori, l’aria fresca ci riempiono di benessere.
Avessimo avuto più tempo avremmo trascorso qualche giorno in più qui.

Questo è il punto di partenza ideale per numerose escursioni alla scoperta di alcuni tra gli angoli più belli della Valle di Rhêmes, difatti, l’appartamento è situato a circa 5 minuti in macchina dal capoluogo e, su consiglio del gentile Marco, decidiamo di fare un salto a conoscere questa valle così rigogliosa!

Rhemes Notre-Dame

Dall’Hotel-Ristorante Boule de Neige parte una passeggiata stupenda lungo il fiume che ci porterà al lago Pellaud.
Breve pit stop presso un negozietto speciale: HiBou. Ci accoglie la proprietaria, Arianna, davvero dolcissima, ama quello che fa e si vede.
I suoi prodotti valdostani sono tutti d’eccellenza e grazie alla spedizione in tutta Italia, per chi volesse assaggiare qualcosa di tipico, potrà farselo spedire comodamente a casa.

Continuiamo la nostra passeggiata seguendo l’argine del fiume Dora di Rhemes ed immersi pienamente in una natura esplosiva. Ammetto che, grazie al nostro passeggino City Mini GT2 con maniglione della Baby Jogger, siamo riusciti ad affrontare qualsiasi tipo di terreno sia in discesa che in salita; addirittura: la sua eccellente pedana glider board ha permesso a Nora di riposarsi durante il tragitto! Terriccio, fango e pietre non ci hanno fermati!

Questo passeggino è la scelta ideale per chi ama la vita all’aria aperta.

Le sue ruote forever-air e le sospensioni sulla ruota anteriore, piroettante e bloccabile, lo rendono adatto a qualsiasi tipo di terreno e garantiscono estrema maneggevolezza anche sui sentieri non battuti.

Il pratico maniglione di spinta regolabile in altezza e il freno comandato a mano lo rendono ancora più manovrabile e sicuro.

Il confort del bambino è garantito dall’ampia seduta reclinabile, multi-posizione, utilizzabile sin dalla nascita, e dalla pedanina poggiapiedi rialzabile.                           

Grazie alla tecnologia Quick-Fold, il sistema di chiusura a una mano, City Mini GT2 si chiude in modo rapido e compatto e, una volta chiuso, resta in piedi da solo.  

Quando si viaggia è davvero indispensabile avere un passeggino di questo tipo soprattutto se si pensa a dei percorsi outdoor irregolari.

Arriviamo al lago Pellaud dove rimaniamo davvero colpiti dai colori e dalla bellezza di questa natura prorompente, la pace che si respira in un luogo del genere è indescrivibile… E’ ora di un break! Ritorniamo al punto di partenza immersi in questo background da favola e ci fermiamo al Boule de Neige dove conosciamo Sharon e la sua meravigliosa famiglia.
Qui siamo deliziati da molte specialità tipiche valdostane, alcune rivisitate, infatti Sharon aiuta il suo papà a cucinare (re indiscusso della carne) e mette la sua creatività nella presentazione di questi piatti straordinari. Abbiamo assaggiato la carbonada e la polenta più buone di sempre.
Quando visitiamo posti a conduzione familiare gestiti con armonia, serenità e competenza è davvero un gran bel vedere quindi, se venite da queste parti, non avete scuse: dovete passare da qui!!!

Saint Pierre

Si riparte, direzione: Saint Pierre alla Cascina d’Orléans.
Questa notte dormiremo in una tenda, faremo glamping per la prima volta con i nostri due bambini. Un luogo a dir poco spettacolare. Tutto è curato, i fiori sulla tavola di legno, i piatti in ceramica allineati sulla mensolina, la tenda luminosa ampia e accogliente con un bel tappeto colorato che ci ricorda la yurta del nostro viaggio in Kyrghizstan.
Il bagno è dietro ad una porticina in legno, dotato di tutti i comfort. Farsi la doccia, lavarsi i denti e la faccia all’aperto ha tutto un altro sapore.

La sera restiamo fuori a guardare le stelle e a leggere libri.
Dormiamo nei nostri comodi letti con un bel piumone caldo e al mattino, aprendo la cerniera della tenda, restiamo incantati ammirando la bellezza di questa valle.

Viaggiando in auto e spostandoci quotidianamente a zonzo per questa splendida regione, la sicurezza, oltre che comodità, anche per I nostri bambini viene al primo posto! Del resto, se loro sono sereni e comodi, si lamenteranno di meno e godranno di più del viaggio stesso!
In questo caso non abbiamo avuto alcun dubbio utilizzando il Pivot Car Seat della Baby beCool!

Questo seggiolino auto può roteare di 360° con molta facilità per facilitare la posizione di carico del bambino. L’installazione è con Isofix e Top Tether e può essere utilizzato per molto tempo: dalla nascita fino ai 36Kg!

Courmayeur

Oggi siamo particolarmente emozionati perché viaggiamo in direzione: Monte Bianco e Courmayeur.
Alloggiamo presso l’Hotel Aigle accolti dai simpaticissimi Alessandro e Mario.
Questo è davvero un posto delizioso con una vista mozzafiato direttamente sul Monte Bianco!  
Posizione perfetta perché a cinque minuti di cammino dalla Skyway del Monte Bianco, vicino al centro cittadino di Courmayeur e a pochi minuti d’auto dalla sfavillante Val Ferret.
Posizione migliore non poteva avere. Cosa volete di più?

La sera lo chef ci ha deliziati con una cenetta tipica valdostana, si vede la passione espressa nella scelta dei piatti di gran qualità e bontà. Jago, che non ha l’appetito di Nora, quando ha visto la pasta fatta in casa, ha lasciato il suo passato di verdure per mangiarsi metà della mia porzione!
Abbiamo conosciuto dei clienti” fissi” che non possono fare a meno di tornare qui ogni anno… E chi può dargli torto!

Oggi è il gran giorno della Skyway del Monte Bianco, una meraviglia tecnologica e ingegneristica: un orgoglio tutto italiano!
In 5 minuti a piedi arriviamo a destinazione.
Jago avendo 10 mesi non potrà salire fino alla cima ma dato che c’è una tappa intermedia: Pavillon a 2173 metri, faremo a turno per stare con lui.

Qui si trova il Giardino botanico con le sue 900 specie provenienti da tutto il mondo!
Una parete per bambini che si può scalare, un laghetto e sdraio per riposare e gustarsi un panorama incantevole.

Dopo essersi acclimatati si riprende la funivia e si arriva a punta Helbronner a 3466 metri.
Qui la natura e la sua potenza prende il sopravvento.
È bellissimo poter ammirare questo spettacolo dall’alto. Vedere il suo immenso ghiacciaio, gli scalatori che cercano di arrivare in cima, le cordate, i campi tendati.
Ci sono emozioni che resteranno per sempre nel cuore e questa sicuramente è una di quelle.

Gressoney La Trinitè

Oggi cambiamo completamente zona e andiamo a Gressoney-La-Trinité, ai piedi del Monte Rosa.
Soggiorneremo per 3 notti presso l’Hotel Dufour. Qui bisognerebbe spendere alcune parole perché quando si trovano posti del genere bisogna gridarlo a gran voce. Incontriamo la fondatrice di questo splendido hotel costruita nel 1959 e ora totalmente rimodernato. È davvero una perla della zona. Le stanze ampie pulite perfette in ogni dettaglio.

All’ultimo piano un centro benessere che gli ospiti possono utilizzare: due vasche idromassaggio, una zona relax, sauna e bagno turco!
Rilassarsi tra le bollicine mentre ci si gode lo spettacolo delle montagne dalla grande finestra non ha prezzo.

Una menzione speciale va fatta alla taverna dove ci sono due grandi camini. Non oso immaginare la bellezza di questo posto di inverno quando fuori nevica e i camini vengono accesi e tu ti godi una tisana sui comodi divani.
A fianco c’è una sala giochi con biliardo e calcio balilla e proprio accanto all’hotel addirittura un grandissimo parco giochi che ogni sera ci vedeva protagonisti.

Le cene che abbiamo gustato nelle tre sere sono state davvero pazzesche.
Ma quanto è bello dormire in montagna d’estate!

Gressoney La Trinitè – Gressoney St Jean

Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i mille sentieri nella natura. La dolce Emanuela ci consiglia una bellissima passeggiata che parte da Gressoney-La-Trinité fino a Gressoney Saint Jean.
Il percorso è davvero piacevole, Nora ha saltellato per quasi tutti i sei km, abbiamo riso molto andando alla ricerca di tracce di folletti, incontrato pascoli di mucche, viaggiatori sorridenti e baite deliziose in una natura incontaminata e ammaliante!

Arrivati a Gressoney St Jean approfittatene per visitare il suo antico borgo molto caratteristico e rilassatevi presso il suo laghetto prima di ripartire per il ritorno in salita o magari prendete il comodo bus per ritornare a La-Trinité.

Castello Savoia

Gressoney Saint Jean è celebre anche per il meraviglioso Castello Savoia.
Esso si trova immerso in un bosco di conifere; la residenza fu costruita agli inizi del Novecento su progetto di Stramucci per la Regina Margherita di Savoia, grande amante della montagna e soprattutto del Monte Rosa. Si tratta di un curioso edificio turrito, che all’interno conserva ancora le decorazioni originali e un bello scalone in rovere. Come in tutti i castelli che abbiamo visitato qui in Valle d’Aosta, ciò che abbiamo amato sono state le guide che sono riuscite a trasportarci all’epoca di quando queste castelli sono vissuti pienamente.

Noi adoriamo vedere le foto antiche e qui ci siamo davvero goduti queste immagini in bianco e nero della Regina Margherita e del Re Umberto I sulla neve.

Adiacente alla residenza, si trova un giardino alpino nel quale sono raccolte un migliaio di piante montane. Questo, come dice Nora, somiglia davvero al castello delle favole.

Forte di Bard

Prima di fare ritorno a casa dedichiamo qualche ora alla visita del Forte di Bard.
In mezzo ai ripidi versanti della gola si alza un impervio poggio roccioso dominato dalla grande struttura fortificata. Di antica origine, venne ricostruito nel 1838 dopo lo smantellamento ordinato da Napoleone nel 1800. È un polo culturale turistico di respiro internazionale, sede di percorsi tematici permanenti, mostre, eventi e sale conferenze.

Qui potrete visitare non solo le prigioni ma anche varie mostre. Noi abbiamo scelto “Wildlife Photographer of the year”. Ci tenevo in particolar modo a vedere questa mostra e ovviamente non mi ha delusa. Nora si è appassionata a tutte le storie di ogni singolo animale. A fine mostra c’è un percorso un po’ crudo ma, secondo me, istruttivo per i nostri bambini ovvero quello dello sfruttamento degli animali.
Andiamo anche al museo alpino al quale bisognerebbe dedicare più tempo perché ricco di informazioni.  Super consigliato non solo per chi ha dei bambini.

Terminiamo la visita con il percorso alle prigioni, composte da celle di isolamento. Sono forse il luogo di maggior fascino del Forte. Ospitano 24 Celle di dimensioni di 1,3 x 2 m disposte lungo 4 sezioni.  

E’ incredibile ma sono già volate due settimane di viaggio! Prima di partire facciamo un bel carico di fontina da portare a casa.
Questi giorni in Valle d’Aosta sono stati una vera boccata di ossigeno sia per gli occhi che per il cuore. Abbiamo visto paesaggi mozzafiato, conosciuto persone gentili e ospitali.

Siamo felici perché durante questo viaggio abbiamo ricevuto tantissimi messaggi di persone che non conoscevano questa zona d’Italia e che ora ne sono incuriositi.
Come diciamo sempre: a volte si va in capo al mondo e si tralasciano le bellezze che abbiamo a portata di mano.

Questo è solo un arrivederci.
Ciao bella Valle d’Aosta.

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