Marocco con i bimbi

Un viaggio itinerante dal sud al nord del marocco con due bambini

Se c’è un paese che adoriamo alla follia è sicuramente il Marocco. Lo abbiamo visitato molte volte, in situazioni sempre diverse. Con amici, solo donne, in coppia. Questa volta portiamo i bambini.

Se, per caso, vi state chiedendo:

Ma è SICURO VIAGGIARE IN MAROCCO CON DEI BAMBINI PICCOLI?

La risposta è in questo articolo, pronti?

Partiamo con un volo diretto da Bologna ad Agadir, in tre ore passiamo dal caldo umido della Romagna all’arietta fresca della cittadina marocchina affacciata sull’oceano Atlantico.

Sì, perché se c’è una cosa che ci ha stupito in questo viaggio è sicuramente il clima.
Fino a giugno si viaggia molto bene, soprattutto se siete intenzionati a fare la costa.
La sera si indossa persino un giubbino e si dorme con la coperta. Diversa è la situazione nell’entroterra, città come Marrakech possono essere bollenti ma dopo ne parleremo meglio e vi spiegherò come affrontare anche questa esperienza.

Qualche consiglio pratico per un viaggio con i bambini?
– Portare un giochino a testa. In viaggio si usa la fantasia e ciò che si trova per inventare sempre attività nuove.
– Nella valigia non può mancare una felpina (anche se le temperature sono elevate la sera c’è spesso una buona escursione termica), crema 50 e chi lo usa (a Jago è impossibile metterlo): un cappellino.
– borraccia da ricaricare.
– Per i bimbi al di sotto dei 2 anni: una pappa pronta in caso di emergenza. In Marocco non ne avrete mai bisogno dato che i ristorantini e lo street food sono aperti fino a tardi ma non di sa mai…
– Medicine da prendere:
Termometro, antipiretico, antibiotico a largo spettro.

Agadir

Ad Agadir, scegliamo un albergo vicino al mare l’Atlantic Hotel Agadir, lo staff straordinario ci fa sentire subito a casa. Le camere sono confortevoli e molte si affacciano direttamente sulla piscina e sui due ristorantini: uno francese e uno marocchino.
Qui i dettagli sono curatissimi e rendono questo hotel uno dei migliori della città.

Agadir è la località turistica più frequentata del Marocco per il sole, la splendida spiaggia di sabbia e la sua frizzante vita notturna.

Passeggiando per la città veniamo attratti da un festival con musica organizzato dalla coca cola con giochi e stand. È sabato sera e le famiglie si divertono a passeggiare tra venditori di churros e pop corn, i bimbi che abbracciano topolini giganti in un’atmosfera davvero molto piacevole e rilassante.

Ne avete abbastanza del mare?
Allora andate a mercanteggiare con la gente del posto al Souq Al-Had.
E’ un immenso labirinto. Le bancarelle vendono di tutto, dalle jellaba (tipiche tuniche marocchine con cappuccio), alla carne, agli oggetti di artigianato, prodotti di cuoio, lanterne. Tra le bancarelle di frutta dolcissima e verdura sistemata alla perfezione cercate i venditori di cristalli di mentolo ottimi come aerosol.

La gente del posto, sia i berberi chleu che popolano il Souss, che i sahariani che vivono nel vicino Sahara occidentale vi accoglieranno con sorrisi e solarità, soprattutto se viaggiate con bambini. Uomini, donne, ragazzini, anziani, nessuno ti passerà accanto senza una parola dolce, una carezza o un sorriso verso il tuo bimbo.

Tra qualche giorno incontreremo Lisa di in marocco con lisa. Ci siamo conosciuti in Italia qualche mese fa e non vedevamo l’ora di venirla a trovare nella sua terra del cuore. Lisa si occupa di fare itinerari su misura, viaggi di gruppo e offre esperienze di viaggio vere e non turistiche.

Oppure, per chi come noi, che ha bisogno di un mezzo per i trasferimenti verso altre città, lei ci ha procurato un trasporto con autista che ci è venuto a prendere in hotel per portarci dritti a destinazione.

Ed ecco che in 3 ore raggiungiamo il gioiellino di Essaouira.

Essaouira

Nonostante sia estate, siamo accolti da una brezza che qui è presente tutto l’anno.
È il vento alizee o taros in berbero, non per nulla si è aggiudicata il soprannome di “città africana del vento” richiamando frotte di appassionati di windsurf e kitesurf.
Qui ti fermi ad esplorare i vicoli profumati di spezie e i viali ombreggiati dalle palme della Medina fortificata. Si curiosa tra le gallerie d’arte e i deliziosi negozietti di artigianato.
Ne ho approfittato per acquistare un giubbino di jeans con applicazione di tappeto berbero sulla schiena che adoro!

Qui soggiorniamo presso il Riad Madada Mogador, un boutique hotel che sprigiona fascino e stile grazie alle sue lussuose camere, gli articoli da toeletta di qualità, uno staff impeccabile. Ognuna delle sette stanze ha un nome e una propria personalità e charme.

Sorseggiate un tè alla menta sulla terrazza che si affaccia sul porto e sull’oceano spesso agitato.

Non si viene a Essaouira per siti o monumenti particolari. Questa è una cittadina da vivere e basta. Si passeggia senza meta per la sua Medina fortificata patrimonio dell’Unesco, il suo souq colorato, respirare a pieni polmoni e braccia aperte seduti sui cannoni della sua fortezza, la vista è mozzafiato e vi donerà una carica incredibile. Andate a vedere il porto dove i pescatori rammendano le reti e sistemano gli ami tra le tipiche barche blu tradizionali e centinaia di gabbiani che danzano sopra la tua testa.

Fermatevi qui per un pranzetto a base di pesce freschissimo e cucinato alla brace… non ve ne pentirete. Noi abbiamo pagato 18 euro in quattro.

E poi passeggiate e passeggiate godendovi le piazze, i venditori ambulanti, i tappeti appesi alle mura, i gattini che vi faranno fermare per la tenerezza alla ricerca di qualche lisca sotto i tavoli dei ristoranti, le case imbiancate a calce e l’aria di relax e serenità che avvolge tutto attorno.

Se non si era capito è la mia città preferita del Marocco!

I bimbi avevano voglia di pizza e allora ecco che a pochi passi dal nostro hotel troviamo Lino, di Ferrara trasferito qui da anni. Il cibo in Marocco è super delizioso e non vi stancherà mai ma vuoi mettere mangiarti la pizza nel cartone affacciati dalla nostra finestra a guardare i vicoletti che brulicano di vita e di storie.

Marrakech

Ed ecco che si rimonta in macchina in poco più di 3 ore raggiungiamo Marrakech.
Per molti questa città è la meta del primo viaggio in Marocco. Infatti è una perfetta introduzione al paese con i calessi trainati dagli asini che girano per i souq, gli edifici in marmo, le zellij (mosaici di piastrelle) e il continuo perdersi tra i vicoletti della Medina.
La cultura dei caravanserragli e il patrimonio artigianale convivono in armonia. Tra le bancarelle di souq appaiono boutique eleganti e i turisti ammirano a bocca aperta le decorazioni dei palazzi un tempo abitati da facoltosi mercanti.

Marrakech è un caleidoscopio che sconvolgerà i vostri sensi. È circondata da bastioni in pisè (terra battuta) rosato che proteggono il labirintico souq al cui interno potrete trovare di tutto. Cuore pulsante della città è Jemaa El-Fna, la grande piazza dove ogni sera si esibiscono musicisti, acrobati, artisti di strada, indovini, decoratrici di hennè vi chiameranno da ogni direzione e i venditori d’acqua con i loro cappelli rossi a frange batteranno le loro tazze d’ottone per attirare l’attenzione dei turisti.

Qui infatti ovunque volgiate lo sguardo vedrete un’esibizione in corso il trambusto e l’halqa (teatro di strada) proseguono ininterrottamente dal 1050 quando la piazza era il luogo delle esecuzioni pubbliche, il nome infatti significa “assemblea dei morti”.
I molesti incantatori di serpenti suonano i loro strumenti a fiato simili a oboi. Per fare una foto o un video bisogna pagarli e se si accorgono che gli state facendo un video, anche da lontano, vi rincorreranno per essere pagati.

Anche se gli artisti di strada hanno preso il posto dei più romantici cantastorie dell’antichità la piazza conserva ancora tutto il suo fascino!

Dopo il tramonto la piazza si trasforma ancor di più. Si illumina, si riempie maggiormente. Fanno la loro comparsa gli chef degli stand culinari, armati di griglie pronti a cucinare tajine, couscous, spiedini e verdure.

Non è tutto rosa e fiori, infatti vedrete scimmiette rinchiuse in gabbiette o legate con catene e vestite da bambini con pannolini. Il traffico di motorini e auto è scatenato, soprattutto se viaggiate con bambini dovrete stare molto attenti perché sfrecciano da ogni vicoletto e sono molto pericolosi.

I venditori di succhi d’arancia ti offrono bicchierini di assaggi. E’ una continua richiesta, di proposte, di offerte, di elemosina. A volte diventa un pò stancante proprio per questo vi suggeriamo di alloggiare nella kasbah e non sulla piazza.

Questa volta abbiamo provato un luxury riad hotel Les Borjs de la Kasbah.

Abbiamo viaggiato molto e dormito in posti stupendi e questo meraviglioso riad rientra sicuramente nei nostri top 5.

Il riad è ricavato dall’unione di 5 case tipiche e un vecchio riad. Questa composizione ha dato vita ad un meraviglioso progetto in cui scorci, dettagli, sculture sono poste in un sentiero di continua scoperta.

Appena si varca la porta si viene avvolti da un profumo e da un’atmosfera magica.
Tutto tace, il silenzio e la pace che si respira qui è unico.
Nora e Tom sono una coppia stupenda e vi accoglieranno con eleganza e semplicità.
Vi faranno sentire a casa. Prendiamo un tè alla menta sui divani che affacciano sul cortile. La fontana con petali di rose rosa, i tappeti colorati, le piume da ornamento. Tutto è al posto giusto. Tutto non potrebbe essere più perfetto.

Le camere sono ampie, spaziose, luminose. I letti super comodi. I bimbi (e non solo) non vedevano l’ora di svegliarsi per andare a fare colazione e farsi preparare qualche m’semen al miele, succhi, frutta, crepes e tantissimo altro ancora.

Il caldo a Marrakech può essere soffocante, arrivando anche a più di 45 gradi in estate e avere una piscina nel proprio riad è impagabile. E poi che piscina! La ricorderemo per sempre anche perché Nora ha imparato a nuotare senza braccioli il giorno del suo sesto compleanno!

Consigliamo di girare di mattina e di riposarsi dopo pranzo a mollo in piscina, poi doccia e alle 19 di nuovo via per il caos della città. Quando viaggiate con i bambi cercate di prendere il giusto tempo per fare le cose. Non abbiate fretta di vedere. Se riuscite bene, sennò vorrà dire che ci ritornerete. Una città come Marrakech può scioccare un bimbo talmente le cose che ci sono da vedere. È importante spiegare prima di andare nella piazza che cosa si troveranno davanti. È meglio prepararli con delicatezza, proprio come raccontargli una storia, una favola, che poi tanto diversa non è.

Se volete fare una passeggiata all’ombra di magnifiche piante provenienti da tutto il mondo non potete non fare una capatina ai Giardini Majorelle.

Yves Saint Laurent e il suo compagno Pierre Bergè acquistarono questa villa blu elettrica e il suo guardino per preservare il progetto del proprietario originario, il pittore Jacques Mjorelle, di inizio 900. Qualsiasi ora andrà bene per visitarli. I bambini adoreranno questo posto. Vedere piante diverse, cactus giganti e tutto attorno il blue il giallo da sfondo.
È un posto sicuramente magico sia per grandi che piccini.

Oltre che sul sito i biglietti possono essere acquistati anche presso la biglietteria del Jardin Majorelle negli orari di apertura, dal lunedì alla domenica, dalle 8:00 alle 18:30; ultimo accesso ore 18.00

Rabat

A 3 ore e mezzo di auto da Marrakech raggiungiamo Rabat.
La capitale del Marocco che non rientra tra le mete turistiche principali del paese.
Eppure è una città ricca di fascino. I boulevard ombreggiati dalle palme della ville nouvelle sono puliti, ben tenuti e poco trafficati.

Oltre a tuffarvi nella bellissima medina e fotografare i suoi suggestivi scorci per poi entrare nei tanti negozietti e gironzolare per il souq vi consigliamo di fare un’escursione nella vicina Salè. Se avete bimbi al seguito si divertiranno molto. Si prende il tram fino a Salè, vedete la bella Medersa nella Medina e poi camminate fino al fiume, lungo il tragitto fermatevi a prendere un donuts in un locale molto occidentale ma super divertente che costeggia il fiume e, una volta arrivati al porto, tornate in barca a Rabat. Con pochi spiccioli, vi porteranno sull’altra costa. Il tragitto è breve ma molto carino.

Ed eccoci che oggi incontreremo Lisa e Tofiq.
Siamo super felici di poter passare qualche giorno insieme!!!

Prima di lasciare Rabat passiamo per una veloce visita al Mausoleo, doveva essere una moschea, come testimoniano le tante colonne, ma ora riposa in pace la famiglia del Re.

Pronti per andare a scoprire Asilah.

Asilah

Le Tortillas, la paella e il vino della Roja serviti in quasi tutti ristoranti testimoniano che questa piccola cittadina è stata per lungo tempo territorio spagnolo.

Noi ci fermiamo in un ristorantino a mangiare una buonissima frittura di pesce per poi fare una bellissima passeggiata all’interno della sua medina. È tutto bianco e blu, l’aria è fresca nonostante siano le tre del pomeriggio. Per la maggior parte dell’anno Asillah è immersa nella tranquillità ma nei mesi estivi la popolazione si triplica per l’afflusso di famiglie marocchine e spagnole in vacanza. Qui l’arte si respira nell’aria. Tutti gli anni c’è il festival dei murales. Pensate che nel 1978 diversi artisti marocchini sono stati invitati ad Asillah per tenere laboratori per bambini del posto e a dipingere alcuni muri della medina in occasione del Moussem (festa del santo patrono).

La medina di Asillah è circondata da massicce fortificazioni in pietra erette per proteggersi nel 15 sec. All’interno si snodano stradine dai tocchi blu e verdi, con le tapparelle in legno azzurre e portoni decorati. Arrivate fino al bastione sud occidentale per avere un view point unico sull’oceano, di sera, al tramonto diventa semplicemente magico.

E dopo una colazione super partiamo per Tangeri, ci fermiamo alle grotte d’Ercules, le più grandi d’Africa. A partire dagli anni 20 queste grotte sono state utilizzate come cave di pietra da macina, poi dalle prostitute e in seguito come teatro per le feste private delle ricche celebrità di Tangeri. Dall’interno della grotta si vede una particolarità incredibile: si può ammirare l‘Atlantico da un’apertura che è esattamente la cartina dell’Africa se la si guarda allo specchio.

Prima di arrivare a Tangeri facciamo un altro pit stop a Cap Spartel: estremità nord-occidentale della costa atlantica africana. Interessante il faro di fine 1800 su cui si può salire in cima, i bimbi si sono divertiti a salire sulla scala a chiocciola e ammirare la costa opposta, ovvero l’Europa.
E poi una foto d’obbligo davanti all’incontro del mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico.

Tangeri

Tangeri, soprannominata la “città bianca” ha una strada costiera molto animata e ovunque ci sono grandi costruzioni in progress.

La sua Medina è un labirinto di vicoli su cui si affacciano attività commerciali e abitazioni private circondate dalle mura di una fortezza eretta dai portoghesi nel 15 sec.
Tutto ben pulito, ordinato, ampi giardini curati e un tocco occidentale molto evidente.

Chefchaouen

Oggi si va Chefchauen, ah quanto ne abbiamo parlato, poi per via del covid abbiamo rimandato ma è andata bene così, infatti ora siamo qui con Lisa che ci farà scoprire questo gioiellino blu in tutta la sua bellezza.

Chefchauen si trova in una magnifica posizione. È un villaggio di montagna con case a calce azzurre e una piacevole atmosfera artistica.

Il centro turistico è piazza Uta El -Hammam, ma è nella Medina che le vostre macchine fotografiche impazziranno. Gli spot caratteristici sono infiniti e noi consigliamo un paio di giorni per godersela veramente e soprattutto in maniera rilassata.

I turisti entravano nei cortili privati per scattare foto e così gli abitanti hanno pensato, giustamente, di far pagare pochi spiccioli se si vuole scattare una foto: in questo modo loro ci guadagnano qualcosa e riescono a tenere pulito e sempre in ordine questi splendidi posti.

Tra le sue stradine incontrerete sempre fornai che portano sulle spalle teglie di biscotti da infornare, gattini che cercano di arraffare qualcosa da mangiare, tappeti colorati alle pareti.
Fermatevi poi a prendere un tè alla menta vicino al corso del fiume, uno dei migliori presi!
I bimbi si potranno vestire con i vestiti locali e sarà bello scattagli qualche foto ricordo.

Fes

E’ ora di partire e in 4 ore di auto raggiungiamo la bella città imperiale di Fes.

Antico centro per la formazioni di studiosi, artigiani, Imam e astronomi. Fes è una città dal fascino naturale unito a una storia di gran rispetto.

70000 persone vivono nel labirinto della Medina. Come ogni città caotica e incasinata o la ami o la odi. Noi l’amiamo ovviamente. Qui vicoli apparentemente ciechi conducono a piazze con fontane stupende. Le stradine sono piene di botteghe di artigiani del cuoio, di souvenirs, di street food e molto altro.

Entrate dall’imponente Bab Bou Jeloud, una porta di inizio 900 fuori blu (colore di Fes) e internamente verde (colore dell’Islam). Fermatevi nella Medersa Bou Inania considerata la scuola coranica più bella di Fes. Perdetevi nei suoi vicoletti, non sarà difficile farlo.
Lisa ci ha condotto tramite mille stradine diverse e incastrate tra loro (pensate che Fes medina conta 9500 stradine) alle concerie. Ecco che qui vi renderete conto che da soli è veramente impossibile raggiungere dei punti panoramici e che l’aiuto dei ragazzi del posto è fondamentale.

Prima di salire le scale vi viene dato un rametto di menta per l‘odore che a volte può essere davvero molto forte. Dalla terrazza di uno dei tanti negozi di pelle ci godiamo tutto il processo produttivo naturale di pellame di prima qualità che usa gli stessi metodi fin dal Medioevo. Vi spigheranno tutti i colori naturali usati. Quelli dello zafferano li vedrete sulle terrazze più in alto dato che costa e non possono permettersi di buttarne grandi quantità nelle vasche. Poi una mancia o un acquisto al negoziante della terrazza sarà ben gradito.

In questi due giorni di Fes abbiamo trovato un posticino dove fanno un mojto analcolico super. Fresco e buonissimo, si trova al Le Tarbouche Fès (No 43 Talaa kebira, rue haddadine) davvero consigliato.

E anche questo viaggio giunge al termine. La felicità di aver visto bellezze del mondo, aver condiviso un pezzo di con Lisa. Aver goduto dell’ottimo cibo, della gentilezza del popolo arabo. Ricordo ancora di quando a Rabat un gruppetto di ragazzini stava facendo una partitella a calcio quando Jago è entrato nel bel mezzo del gioco. Si sono tutti messi a giocare con lui, un ragazzo è andato a casa sua a prendergli una pallina più piccola. Sono gesti che arrivano dalla loro cultura, vedono i grandi comportarsi con amore verso anziani e bambini e così fanno anche loro.
Il popolo marocchino è ospitale e cordiale.
Dovessi aver bisogno di qualcosa si fanno in 4 per aiutarti. Non ti senti mai solo, c’è gente sempre in giro. C’è vita e allegria.

Cara Lisa abbiamo capito perché è questo il tuo pese del cuore. È diventato anche il nostro.

Lisa organizza sia viaggi di gruppo che singoli. Contattatela, vi farà innamorare totalmente del Marocco, parola nostra!

2 Responses

  1. Bellissimo.
    Anch’io ci ho lasciato un pezzettino di cuore e anche se ci andavo per lavoro, soprattutto a Casablanca, ho potuto conoscerlo un po’.
    Il Quartier Habous, la Mahkama du Pascia, la moschea di Mohamed V e tutte le piccole e bellissime attività artigianali di Casa.
    E la magnifica camera alle Twin Towers che, a dispetto della modernità, di sera, col buio offriva un paesaggio indimenticabile della costa.
    Mi manca…

    1. Il Marocco è davvero stupendo, ogni volta che ci veniamo ci colpisce sempre di piu’ e non è una cosa scontata!

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