Giappone

Capitale:
Tokyo

Moneta:
Yen

Periodo migliore:
La primavera (da marzo a maggio) e l’autunno (da settembre a novembre) sono i periodi più piacevoli per partire. In estate il caldo umido a volte è fastidioso e alla fine di agosto c’è anche il rischio di tifoni. In inverno nevica a Hokkaido e sulla costa, ma ci sono molte offerte interessanti, soprattutto per Kyoto e, benchè a Honshu si battano i denti, l’autunno e l’inverno sono perfetti per ravvivare l’abbronzatura a Okinawa.

In una parola:
Sugoi (che figo)

Vaccini:
Nessuno

Avvertenze:
– Durante i pasti ricordate ai vostri figli di non lasciare mai le bacchette infilate nel riso: è un gesto associato ai funerali.

A tavola:
La cucina giapponese è varia e gustosa. I bambini saranno entusiasti degli yakitori-ya (ristoranti che servono spiedini di pollo e verdure alla griglia), degli ramen-ya (specializzati in noodles giapponesi) e, forse, anche dei sushi-ya (specializzati in sushi). Assaggeranno volentieri okonomiyaki (frittelle salate) e omuraisu (omelette ripiene di riso)

Esperienze da vivere:
Vivere l’esperienza di una giornata in un tempio di Koyasan; Allenarsi con i rikishi (lottatori di Sumo) ad Osaka; Assistere alla cerimonia tradizionale del tè a Kyoto; Perdersi nei quartieri futuristici pieni di giochi a Tokyo.

 

Itinerario da Osaka a Tokyo con i bambini

Da Osaka a Tokyo con i bambini: Koyasan, Kyoto, Kanazawa e Takayama in un itinerario che unisce cultura, natura e divertimento.

Il nostro itinerario ci ha portati da Osaka, vivace ed energica, fino al silenzio spirituale di Koyasan, tra i monaci e le foreste sacre. Poi Nara, con i suoi cervi liberi che passeggiano tra i templi, e Kyoto, con la sua foresta di bambù di Arashiyama e i giardini che sembrano usciti da un sogno. Ancora Kanazawa, meno turistica ma sorprendente, e Takayama, con le sue case in legno e l’atmosfera sospesa nel tempo. Un percorso chiuso in bellezza a Tokyo, metropoli iperconnessa capace di stupire anche i bambini!
Abbiamo viaggiato con i mezzi locali dai bus agli spettacolari shinkansen – i celebri treni proiettili ma soprattutto abbiamo trascorso tante ore negli intricati corridoi delle metropolitane!
Un viaggio molto semplice da fare con i bambini, molto interessante anche per i più piccoli che saranno continuamente stimolati da tutto ciò vedranno quotidianamente: trionfo di luci, suoni e curiosità.

Il nostro itinerario suggerito (17 giorni)

quattro giorni:

Osaka (visita al Castello, Tempio Shitenno-ji, assistere all’allenamento di Sumo, Tempio Hozen-ji, perdersi nel Quartiere di Dotonbori); Nara (day trip da Osaka con visita a Todai-ji, la grande statuta di Budda: Daibutsuden e Kasuga Taisha – Santuario delle Lanterne); Koyasan (esperienza di una giornata in un tempio buddista oltre a partecipare alla Aoba Matsuri – parata in costume tradizionale)

quattro giorni:

Kyoto (visita al Castello di Nijo, assistere alla tradizionale cerimonia del tè, Tempio di Higashi Hongan-ji, visita alla foresta di bamboo di Arashiyama, Tempio Kitano Tenmagu – dio della saggezza e dello studio – Padiglione d’Oro Kinkaku-ji, Quartiere Gion dove si inconrano geishe e maiko); Kanazawa (visita al Giardino Kenroku-en e al Castello, Mercato Omicho e tradizionale Quartiere Nagamachi – Samurai)

tre giorni:

Shirakawa-go (visita al villaggio partendo dal view point di  Shiroyama fino alla casa tradizionale Gassho-zukuri); Takayama (quartiere Sanmachi Suji, Mercato Mattutino Miyagawa); Shokawa (esperienza in una scuola locale) 

sei giorni:

Tokyo (visita al Tempio Senso-ji, Akihabara “Electric Town”, Santuario Meiji Jingu, Takeshita Street, incrocio di Shibuya, Shinjuku, il mercato del pesce più grande del mondo Tsukiji Outer Market, Museo Team lab Planet e Gundam); Kamakura (visita al Grande Buddha – Kotoku-in, Santuario di Tsurugaoka Hachimangu e possibilità di ammirare il Mt Fuji)

Cose da sapere prima di andare in Giappone

  • Passaporto in corso di validità e con una scadenza residua di sei mesi;
  • Arrival QR code: per accelerare le operazioni dell’immigration;
  • Acquistare ICOCA Card: utile per pagare in tutti i convenience stores ma soprattutto metro, bus e treni senza fare file;
  • Raggiungete la città dall’aeroporto con il comodissimo Limousine bus, un’ora di tragitto! Attenti agli orari serali;
  • Prelevare cash dagli ATM dei convenience stores che offrono un cambio vantaggioso;
  • Attivare una SIM card locale. Noi abbiamo usato Sakura mobile per prezzo, copertura e praticità;
  • Avere una buona assicurazione sanitaria.

13 giugno Osaka (Giappone)

Scegliere un hotel in una buona posizione, noi abbiamo optato per il Tones Hotel Osaka. A pochi passi da Umeda Stadion, urban style, minimalista, cemento a vista, atmosfera industrial chic con luci soffuse posizionate nei punti giusti, si vede che c’è lo zampino di un grande architetto italiano (Aldo Rossi). Ottimo per una famiglia che vuole muoversi con i mezzi pubblici ed esplorare tutta la città senza perdere troppo tempo!

Castello di Osaka. Iconico, mastodontico, pittoresco. Si trova all’interno di un grande parco verde con giardini e fontane. Un parco di 106 ettari che circonda interamente doppi fossati d’acqua e uno dei luoghi più celebrati durante la fioritura dei ciliegi in Giappone. 

Shitenno-ji Temple. E’ il complesso buddista più antico e importante di Osaka. Fondato nel 593 d.C. è stato il primo tempio in assoluto ad essere costruito direttamente dallo stato giapponese per introdurre il buddismo nel Paese. Non perdete la pagoda a cinque piani, maestosa, c’è la possibilità di salire all’ultimo piano.

Giardino Gokuraku-jodo, una splendida oasi naturalistica tradizionale. Ammirate il kondo (sala principale), l’edificio sacro in cui è costituita la statua di Kannon, la divinità della misericordia e il laghetto delle tartarughe.

A pranzo perdetevi nelle stradine del quartiere in Shinsekai, ricco di colori e ristoranti e famoso per i suoi spiedini fritti: kushi-katsu. Non potevamo non provarli! 

Esperienza Sumo presso il Sumo Studio di Nishinari, un’ora e mezzo in cui si ride, si imparano tante cose su questo sport così famoso qui e se si è coraggiosi si sale pure sul ring. Si viaggia dalla storia alla cultura, si scoprono i rituali che lo accompagnano, le tecniche kimarite fino ad assistere ad un vero e proprio incontro tachiai tra i due lottatori professionisti. Il momento più atteso è quando i due lottatori invitano qualche curioso volontario e cimentarsi in questa antica disciplina. 

Tempio Hozen-gi. Piccola oasi di pace spirituale nel cuore del quartiere Namba a pochi passi dal super caotico Dotonbori. Questo piccolo tempio buddista è famoso per la sua statua di Fudo Myoo completamente coperta di muschio. La tradizione narra che devi esprimere un desiderio spruzzandole sopra dell’acqua per fortuna e protezione. 

Dotonbori. Cuore pulsante dell’intrattenimento, dello street food e della nightlife di Osaka. Famoso per le sue gigantesche insegne luminose tridimensionali, i suoi colori che si riflettono sul celebre canale, i suoi granchi giganti che svettano dalle facciate dei suoi palazzi fino al Glico Man, il corridore sul traguardo, simbolo di Osaka dal 1935.

Kuromon Ichiba Market. Intorno alla metà del 1800 dei pescatori cominciarono a vendere i propri prodotti nei pressi del tempio di Enmyou-ji.
Due secoli dopo è prosperato un vero e proprio mercato del pesce e della sua cucina. Molti residenti locali e chef vengono qui ad approvvigionarsi di pesce fresco ideale per il suo street food ittico. 

29 maggio Atene (Grecia)

Secondo il mito, Atena disputò con Poseidone l’onore di dare il proprio nome alla città. Gli dei dell’Olimpo decretarono che il nuovo insediamento dovesse prendere il nome della divinità che avesse lasciato ai mortali l’eredità più preziosa. Atena (anche dea della saggezza) fece nascere un albero di ulivo, simbolo di pace e prosperità; Poseidone (dio del mare) colpì una roccia col suo tridente e la trasformò in cavallo.

Gli dei reputarono che il dono di Atena sarebbe stato più utile alla città, fornendo nutrimento, olio e legno ai suoi cittadini.

30 maggio Atene (Grecia)

Ceramico. Cimitero cittadino dal 12° secolo a.C. fino all’epoca romana, originariamente era un piccolo insediamento abitato da vasai, attratti dall’argilla del fiume Iridanos. A causa delle frequenti piene l’area fu abbandonata e trasformata in necropoli.

Da lì ci rechiamo al tempio di Zeus Olimpio. Il percorso da Monastiraki a Piazza Syntagma è molto turistico, ricco, vivace… quasi stona e contrasta con i vari vicoletti che, più umilmente, si diramano nelle varie direzioni perpendicolari ad esso.

In questi ultimi vedi la vera Atene, quella che arranca, quella dei negozi chiusi ed abbandonati, degli alberghi sprangati, impolverati e dimenticati, di chi vende iphone o rayban tarocchi per strada o cineserie molto scadenti, degli africani coi braccialetti che vogliono regalarti fingendosi jamaicani, la Grecia della crisi economica, dei nuovi poveri che quasi si scontra con la bella e vanitosa Ermou Street.

Il Tempio di Zeus Olimpio è il più grande di tutta la Grecia. I lavori per la sua costruzione durarono circa 700 anni e terminarono addirittura con Adriano.

Quest’ultimo amava molto Atene, anche se, come tutti gli imperatori romani, fece trafugare dalla città molte opere per portarle a Roma. L’arco che porta il suo nome è un solenne monumento di marmo che sorge all’incrocio tra la trafficata Leoforos Vassilissis Olgas e Leoforos Vassilissis Amalias.
La storia antica di Atene è troppo legata alla mitologia tanto che, a volte, è quasi impossibile distinguere il mito dalla realtà.

31 maggio Nafplio (Grecia)

Oggi lasciamo la capitale greca per Nafplio!

Entriamo nel Peloponneso attraverso piccoli villaggetti, avendo così l’opportunità di assaporare e gustare un pò di quella Grecia tradizionale che tanto cercavamo. E in due ore di bus eccoci a destinazione.

Paesini di poche case semplici, vecchi dai volti biblici, bastone tra le mani, giacche troppo grandi seduti in circolo chiacchierano come antichi pensatori; un’anziana vestita tutta di nero torna a casa con una busta di verdura; altarini ortodossi appaiono qui e lì; capre brucano un cespuglio arso dal sole, campi sterminati di ulivi… tante scene che sembravano tratte da films come: “Mamma mia” o “Il mandolino del Capitano Corelli”!

Alloggiamo presso una suite del Grand Sarai Hotel, un meraviglioso albergo situato nel cuore di questa splendida cittadina.

Una fila di ristorantini costeggia il lungomare e ne scegliamo uno a caso! Una buona moussaka (tipico piatto simile ad un mix tra la nostra parmigiana e la lasagna) e la solita insalata greca ci fanno, come sempre, amare questa cucina mediterranea!
Dulcis in fundo: qualche loukoumades, ciambelline a forma di palline servite con miele e cannella, per concludere questo delizioso pranzetto!

01 giugno Nafplio (Grecia)

Nafplio è un dedalo di viuzze dove i colori pastello fanno da padrone, i rododendri che penzolano dall’alto, i gattini che dormono placidamente sulle lunghe scalinate bianche, il profumo di sapone all’olio di oliva e soprattutto gli scorci meravigliosi ad ogni angolo.

E’ situata in una splendida posizione su un piccolo porto dominato dalla fortezza di Palamede; la cittadina è ingentilita da graziose viuzze strette e tortuose, eleganti edifici in stile veneziano e palazzi neoclassici.

 A 45 minuti di bus c’è Epidauro. Questa cittadina godeva di grande fama e considerazione in tutto il mondo greco e romano in quanto luogo in cui si effettuavano cure miracolose.
La gente arrivava da molto lontano per presentarsi al santuario di Asclepio (Dio della medicina) e farsi guarire.
I visitatori di oggi sono attirati verso questo sito archeologico soprattutto per il suo teatro straordinariamente ben conservato.
Il teatro di Epidauro è celebre per la sua eccellente acustica: il suono prodotto da una moneta lasciata cadere nel centro del proscenio può essere udito anche dagli spalti più lontani.

02 giugno Nafplio (Grecia)

La Fortezza di Palamede domina la città dall’alto! Questa vasta e spettacolare cittadella si erge, infatti, sulla cima di un masso roccioso da cui si gode di un meraviglioso panorama sul mare e sull’entroterra circostante.
Costruita dai veneziani, è un capolavoro di architettura militare, le sue mura racchiudono una serie di bastioni indipendenti ubicati in posti diversi della collina ma strategicamente importanti; si può raggiungere anche a piedi scalando gli, apparentemente infiniti, scalini… e nonostante Nora cominciamo la scalata… lei, racchiusa nel suo marsupio ogni tanto lanciava un’occhiata qua e là verso l’esterno…  

Il numero esatto degli scalini è oggetto di discussione, secondo i locali sono 999 ma, in realtà, dovrebbero essere molti di meno!
La vista ed il panorama ti ripagano della fatica della scalata…

03 giugno Pireo (Grecia)

Giornata di mero trasferimento… dal Peloponneso ci spostiamo verso quella che è considerata l’area più pericolosa dell’intera Grecia: il famigerato porto di Atene!

Ktel, il terminal generale dei bus della capitale, è frenetico e fatichiamo ad individuare la giusta fermata del nostro bus, esterna alla struttura.Tra l’altro lo prendiamo nella direzione errata e finiamo col passare più di un’ora in giro in autobus… Nora pranza persino tra una fermata e l’altra!

Trascorreremo una notte qui, nelle vicinanze del porto di Atene visto che domattina, all’alba, avremo il traghetto per una meravigliosa isola delle Cicladi.
Decidiamo di immergerci subito nel caos dell’area portuale tra taxisti traffichini, brutti ceffi, marinai e loschi venditori di iphone7!
Il primo impatto è decisamente negativo ma basta imboccare i giusti viali, le aree pedonali incorniciate da tante boutique alla moda che presto la nostra impressione cambia e ci ritroviamo ad apprezzare anche il Pireo!
Un buon pranzetto da “Poseidon” con souvlaki e kebab di pollo, romantico lungomare con piccoli yacht ormeggiati, trendy bars popolati dagli ateniesi ed alberi di arance (sporche di smog) lungo tutto il viale!

04 giugno Naxos (Grecia)

Scrivo dal terrazzino del nostro appartamentino! Il sole sta calando ed una piacevole arietta profumata alle rose mi accarezza il viso…

Siamo a Plaka, nell’isola di Naxos, la prima delle due isole delle Cicladi che visiteremo in questo viaggio; siamo ospiti dell’Annio Studios! È una struttura molto nuova dalle pareti bianco candido, interni color pastello,  tutto profuma di legno, di pulito, l’arredamento è molto minimale, ti infonde un senso di pace!

05 giugno Naxos (Grecia)

Ci sono luoghi di cui non avevi mai sentito parlare ma che, una volta scoperti, vorresti non lasciare più!

Anche oggi: giornata interamente dedicata al mare… una piccola spiaggia bagnata dal cristallino Egeo…

Dopo aver giocato un po’ con Nora: s’è addormentata concedendoci un paio di ore di break! Viaggiare con i bambini, soprattutto così piccoli, non è per nulla semplice o rilassante, quindi, ogni momento è buono per ritagliarsi un po’ di sano relax!

Nel pomeriggio raggiungiamo, a piedi, Agia Anna, la ricerca di una mayireia (taverna tradizionale) per la cena diventa motivo per gironzolare senza meta ed ecco che, superata una grossa siepe, una piccola spiaggia di nudisti, sbuchiamo dinanzi una delle cappellette ortodosse più pittoresche mai viste!

06 giugno Naxos (Grecia)

Ecco la nostra dolce routine di Naxos: sveglia comoda, colazione leggera, biberon caldo, quattro passi e siamo in riva al mare, due frappè al caffè, giochi con Nora sulla battigia, relax in spiaggia, spuntino con insalata greca e passeggiata al tramonto… in fondo, una parentesi vacanziera, all’interno di un lungo viaggio, ci vuole sempre!

08 giugno Santorini (Grecia)

Dopo vari giorni nella selvaggia Naxos è ora di voltare pagina! Dirigiamoci, in traghetto, verso una meta molto turistica e posh delle Cicladi!
Pittoresco! Non esiste un termine più calzante per cercare di descrivere la magica Santorini.
È proprio come me l’aspettavo!

Santorini è una serie di labirintiche viuzze di acciottolato e tracce di letame di asinello; questi piccoli sentieri salgono e scendono, ogni passo è uno scorcio nuovo, un panorama romantico e dolce; le sue stradine risalgono e ridiscendono nuovamente avvolte nel loro bianco puro intervallato da un blu intenso; s’incrociano per un attimo ma poi salgono verso la sommità di questa isola vulcanica o si tuffano verso il mare… da un lato un quadro ad olio, dall’altro negozietti che vendono souvenirs, spesso molto cari…

Il sapore pungente dello tzatziki (yougurt greco con cetriolo e aglio) fatto in casa e l’aroma dei souvlaki alla griglia sono solo l’assaggio di un repertorio gastronomico tutto da scoprire!

Ci fermiamo dalla storica “Mama’s House” e gustiamo anche i “domatokeftedes” (polpette di pomodoro ripiene di ortaggi) ed un ottimo “saganaki” (formaggio di capra fritto)!

Domani si riparte!

09 giugno Atene (Grecia)

…e dopo un van, un bus, un traghetto, un treno, una metropolitana e 20 minuti in giro a cercare il nostro nuovo appartamentino ateniese: rieccoci nella capitale greca!

Siamo nella zona di Keramikos ,che già conosciamo bene. L’area è molto carina, vivace, piena di localini alternativi ognuno con la propria personalità;  non ci sono turisti in giro, solo ateniesi che sorseggiano l’ouzo (famoso liquore all’anice), questo, oltre ad essere bevuto come aperitivo, è diventato un mezzo per passare un po’ di tempo pigramente con gli amici!

10 giugno Atene (Grecia)

Ci perdiamo tra le bancarelle di Thissio, oggi è sabato mattina e c’è il mercatino  dell’antiquariato con vecchi oggetti, francobolli, monete, cimeli militari, libri ecc. Ci godiamo quest’ultima giornata da ateniesi!

Le strade del centro come al solito brulicano di turisti, in Piazza Syntagma stanno organizzando un gay pride, dalla chiesa ortodossa circostante dei fedeli escono dopo la funzione religiosa, un paio di zingarelli suonano la fisarmonica, un vecchietto vende i biglietti della lotteria, una signora molto distinta mostra dei braccialetti fatti da lei… seduti a tavola dal fedele Thanasis, gustandoci  l’ultimo pranzo greco, ammiriamo Atene che ci passa dinanzi, come un vecchio documentario!

χάρη Ελλάδα

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